Cerca

Il bello di essere "Weird!"

Scritto da Lucia Addona / Foto di Elena di Vincenzo / December 04, 2020

Se questo 2020 ci ha insegnato qualcosa è che non sappiamo mai cosa aspettarci. Molti artisti hanno provato ad esprimere i propri sentimenti e stati d’animo nell’ultimo periodo ma pochi sono riusciti a farlo in maniera così imprevedibile, riflessiva e celebrativa come ha fatto Yungblud.

“Weird!” si presenta come una celebrazione delle nostre insicurezze, paure e aspettative sul nostro futuro. Voce di una generazione, Dominic Harrison si mette a nudo e ci regala un album sincero, perfetto sequel del suo debutto discografico “21st Century Liability” e della parentesi “The Underrated Youth EP” dell’anno scorso. Durante il processo di scrittura del disco, Yungblud ha spesso condiviso con i suoi fan testi e messaggi a cui stava lavorando, affermando che: “Weird! è la prima mossa di una nuova era. C’è molta diversità nell’album - è come un episodio di Skins riversato in un disco. Sin dall’inizio dei tempi gli esseri umani sono sempre stati così complicati da avere 15 personalità diverse in una - ma noi siamo la prima generazione ad accettare questa cosa e sapere che è ok essere sé stessi”.

Il disco si apre con “Teresa”, perfetta opener data la sua melodia soft, che ci fa da subito capire che non ascolteremo solo il punk rock che ha reso Dom famoso. La struttura della canzone somiglia molto a quelle utilizzate nell’era Emo da band importanti come My Chemical Romance e Panic! At The Disco, artisti spesso citati come fonte di ispirazione per la giovane rockstar. Il disco procede con “Cotton Candy” che grazie alla sua bass line e al ritornello orecchiabile, ti entra subito in testa e ti ritrovi a canticchiarla già dopo il secondo ascolto. Il merito va anche sicuramente alla cantautrice Julia Michaels, che ha scritto questa canzone con lui. Secondo singolo estratto, “Strawberry Lipstick” è una delle canzoni più punk del disco, che permette di scatenarsi e saltare in giro per la propria camera in attesa di ritornare a ballare sotto il palco.

“Mars” è un pezzo emozionante che si apre con la voce di Dom accompagnata solo dalla chitarra elettrica, un po’ come “Pieces” dei Sum 41. Questa canzone, che strizza l’occhio a “Life On Mars?” di Bowie, è un omaggio alla community LGBTQIA+ e alle lotte che quotidianamente vengono affrontate.

“Weird!” procede con i toni più scatenati di “Superdeadfriends”, per poi tornare a pezzi più acustici come “Love Song” e “God Save Me, but Don't Drown Me Out” nelle quali Yungblud si chiede “Nobody taught me how to love myself/So how can I love somebody else?” per poi arrivare ad una presa di coscienza importante come “I won’t let my insecurities define who I am/I am not gonna waste my life”.

L’ottava energetica canzone del disco “Ice Cream Man” precede la title track: “Weird!”. Scelta come singolo di lancio di questa nuova era, la canzone tratta delle difficoltà affrontate da Yungblud nel periodo subito dopo aver ottenuto il successo internazionale. Riguardo l’ispirazione dietro il pezzo, Dom ha affermato: “volevo un pezzo che avesse una vibe da Depeche Mode e LCD Soundsystem […] al momento sono bloccato a Los Angeles con i miei migliori amici e abbiamo girato il video dentro casa con soli 100 dollari, e credo sia il mio video preferito che abbiamo mai girato. Penso che riusciate a vedere la felicità venir fuori dallo schermo”.

Le ultime canzoni del disco sono “Charity”, “It's Quiet in Beverly Hills” e “The Freak Show” che si chiudono con il messaggio principale che Dom ci ha voluto comunicare “Times will change/and you might break/But I will spend my life believing in you”, un pensiero d’amore e di supporto ai suoi fan con cui ha avuto sin dall’inizio un legame indissolubile.

C’è però un’ultimissima canzone di cui parlare: la bonus track di questo disco è “Acting Like That” featuring Machine Gun Kelly con cui Yungblud ha più volte collaborato e con cui si diverte sempre a sperimentare cose nuove.

In questo album Yungblud ci porta in un viaggio attraverso diversi generi musicali, accompagnati da testi profondi e dall’onestà che lo caratterizza. Dom è infatti cresciuto, non è più solo il teenager arrabbiato contro il sistema ma è anche un giovane vulnerabile che non ha paura di mettere in evidenza le sue insicurezze e diversità, caratteristiche che lo rendono così unico, ma anche così vicino a tutti noi. E se la rockstar della generazione zeta continua a ribadirlo non ci resta che abbracciare la sua causa e celebrare insieme il suo messaggio: #weareweird.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da YUNGBLUD (@yungblud)

Ascolta l'album qui:

Yungblud presenterà il nuovo album "Weird!" dal vivo in Italia il prossimo 13 novembre 2021!

BIGLIETTI
Torna Su