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Tash Sultana: quando la musica è un viaggio

Scritto da Lucia Addona / February 19, 2021

“Terra Firma” è l’entusiasmante secondo album firmato Tash Sultana. Polistrumentista di origini australiane, ha raggiunto il successo prima tra le strade di Melbourne grazie ad anni di busking, e poi il successo internazionale con il singolo “Jungle”, che in poco tempo ha scalato le classifiche mondiali arrivando fino alla terza posizione nella prestigiosa Triple J’s Hottest 100 of 2016. Oggi, dopo tanta attesa, possiamo finalmente ascoltare in toto l’ultimo lavoro discografico: «Non avevo realizzato quanto avessi bisogno di creare uno spazio e un posto che potessi chiamare casa affinché mi sentissi di nuovo io. Ho scavato all’interno di me stess* (ndr Tash Sultana si identifica come nonbinary e preferisce i pronomi they/them) e ho trovato un posto pacifico e tranquillo nel quale scrivere un album e non potrei essere più felice di così» afferma Tash. In questo disco, per la prima volta Sultana ha aperto le porte a dei collaboratori, cominciando con sessioni di scrittura e lunghi processi creativi, che l’hanno aiutat* in un periodo in cui stava affrontando il famigerato blocco dello scrittore. Il risultato? 14 nuove tracce per una durata totale di un’ora che riconfermano il talento poliedrico dell’artista.

La prima canzone dell’album è “Musk”, un pezzo strumentale che apre le porte ad un mondo immaginario, grazie alle piene sonorità calde e soul. Per un* artista che ha basato il proprio sound su loop e licks di chitarra, “Crop Circles” è il perfetto esempio di connubio tra il vecchio repertorio e le nuove sperimentazioni. Questa canzone infatti presenta elementi di jazz che prevedono una band al completo che adesso l’accompagna nelle performance live.

In “Greed”, secondo singolo pubblicato, Tash accusa coloro che sfruttano gli artisti solo per trarne un profitto monetario: “They only give a shit when you make it big/Frame my memory when I'm dead and gone/Turn their back when you make a hit/But if you love it, then you'll hold it down”. L’album prosegue con “Beyond the Pine”, dal groove leggermente elettronico con influenze R&B che accompagna il falsetto di Tash sulle parole “Let me get some quiet for myself […] I want your arms to take me, like nobody else”.

Uno dei brani protagonisti di “Terra Firma” è “Pretty Lady”, pubblicato lo scorso aprile e scelto come primo singolo di lancio di questa nuova era. Il video musicale vede amici, familiari e fan di tutto il mondo ballare inventandosi coreografie casalinghe sulle note della canzone.

La prima delle due collaborazioni canore che troviamo nel disco è “Dream My Life Away” feat. Josh Cashman. Grazie alle sue sonorità trasporta l’ascoltatore in un viaggio meditativo rilassante, una sorta di ninna nanna in cui siamo “cullati” da un riff ripetitivo di chitarra. In “Maybe You've Changed” si vede la crescita e la maturità acquisita da Tash come cantautor*, cosa che anche la canzone successiva “Coma” conferma. A queste segue “Blame It On Society”, dove Tash prende posizione contro una società che detta le regole: “Society (Blame it on society)/Stop telling me what I'm supposed to be (What I'm supposed to be)”.

La decima canzone dell’album e il quinto singolo estratto è “Sweet & Dandy” che precede un’altra collaborazione canora: “Willow Tree” feat. Jerome Farah. Seppure ad un primo ascolto l’ascoltatore è subito trascinato dalla melodia, il processo creativo non è stato altrettanto immediato: «Esistono tre versioni differenti di questa canzone, due di queste esistono solo nel mio hard drive, c’è voluto tantissimo tempo per scrivere il ritornello. Ho addirittura mandato la demo ad alcune persone per avere la loro opinione, cosa che solitamente non faccio, ma alla fine sono molto soddisfatt* del risultato ottenuto». È una canzone che parla dell’apprezzare ciò che si ha senza mettersi in competizione perché è il nostro personale viaggio quello che conta.

“Vanilla Honey”, “Let the Light In” e “I Am Free” chiudono l’album su uno dei messaggi più belli del disco “You don’t need money to be happy/No, you can just be free”.

“Terra Firma” riesce nel suo compito di arricchire il classico sound di Sultana, aprendo nuove strade a sonorità più complesse anche se apparentemente semplici. La caparbietà dell’artista nel voler produrre la propria musica viene premiata e le collaborazioni sono solo la ciliegina sulla torta. Se poi l’autor* in questione suona più di 20 strumenti, scrive, arrangia, suona, canta e produce tutto il materiale c’è poco da rimanere stupiti se il risultato è un bell’album come questo.

Nell’attesa di rivederl* in concerto al più presto godiamoci questo bellissimo show streaming registrato lo scorso novembre, buon ascolto a tutt*!

TRACKLIST:

1. Musk
2. Crop Circles
3. Greed
4. Beyond the Pine
5. Pretty Lady
6. Dream My Life Away (feat. Josh Cashman)
7. Maybe You've Changed
8. Coma
9. Blame It On Society
10. Sweet & Dandy
11. Willow Tree (feat. Jerome Farah)
12. Vanilla Honey
13. Let the Light In
14. I Am Free

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