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Il sound sperimentale dei The 1975

Scritto da Lucia Addona / Photography by Kimberley Ross / May 22, 2020

Uscito oggi, “Notes On A Conditional Form” è il quarto lavoro in studio della band inglese e il secondo album (di 3) del ciclo “Music For Cars”, sequel dell’acclamato “A Brief Inquiry Into Online Relationships”. Ben 22 nuove canzoni incluse in quello che possiamo definire l’album più sperimentale dei 1975. Toccando generi come rock, elettronica e il loro classico synth pop, “NOACF” (questo il titolo abbreviato) si presenta come un giro di boa per il gruppo. Il disco sancisce un momento di cambiamento definitivo nella carriera di una delle band indie più amate del momento, che decide di mettersi in gioco e portare all’estremo il proprio sound, oltrepassando i limiti dei generi musicali a cui ci ha solitamente abituati. Tutti i brani sono stati prodotti dal frontman Matty Healy e dal batterista George Daniel. Un lavoro degno di nota data la sua complessità dovuta alla struttura non sempre usuale delle canzoni, ma perfettamente riuscito a livello di mixaggio.

Come di consueto, ogni album della loro discografia si apre con la traccia “The 1975”. Questa volta troviamo la partecipazione di Greta Thunberg che consolida l’impegno della band nella sensibilizzazione al cambiamento climatico e l’attenzione che pongono nell’organizzazione dei loro tour per essere il più green possibile. L’appello di Greta (e Matty) è chiaro: “Everything needs to change, and it has to start today. So, everyone out there, it is now time for civil disobedience. It is time to rebel”. Non è dunque un caso che la canzone a cui è dato il compito di aprire definitivamente questa nuova era di “NOACF” inizi con Matty che urla “Wake up/Wake up/Wake up!”. Uscita l’anno scorso come singolo di lancio, “People” si presenta come la traccia più punk nel repertorio dei 1975, un grido di rabbia contro i problemi del mondo, una sorta di pugno in faccia all’angoscia generazionale espressa da Healy, dovuta in maggior parte all’inazione della classe politica. Dato il forte impatto della canzone (che live rende ancora meglio), questa è stata scelta come traccia d’apertura per il loro tour e presentata per la prima volta lo scorso anno al Reading e Leeds, quando si sono esibiti come headliner.

La terza traccia “The End (Music For Cars)” è un pezzo strumentale, una specie di rito di passaggio tra le canzoni, formula che ritroveremo più volte all’interno dell’album.

Lanciata come singolo lo scorso ottobre, “Frail State Of Mind” trae ispirazione dalle ansie e paure che i 1975 hanno dovuto affrontare nel corso degli anni. Sentimenti dovuti all’improvviso successo della band e all’influenza che la fama ha avuto appunto sul loro fragile stato mentale. Dopo l’instrumental “Streaming” troviamo “The Birthday Party”. Questa canzone affronta temi difficili come quelli della dipendenza da droghe di Matty e delle ripercussioni che questa ha avuto sulla sua vita: “I depend on my friends to stay clean/As sad as it seems”. Il testo si propone come un flusso di coscienza dove il cantante esprime le difficoltà affrontate dopo il rehab paragonandole all’inadeguatezza provata ad una festa di compleanno. Il video musicale si presenta come un videogioco ed è ambientato in un mondo fittizio chiamato Mindshower, nel quale anche i fan possono entrare (a questo link). Una piattaforma che serve da “digital detox” dove si può accedere a contenuti esclusivi, imparare, condividere e creare.

Il pezzo elettronico “Yeah I Know” e l’alternativa “Then Because She Goes” precedono una delle canzoni più intime dell’album: “Jesus Christ 2005 God Bless America”. Il brano, che include il featuring di Phoebe Bridgers, ha un sound che richiama il “classico” cantautorato americano e vede Matty ponderare il dialogo tra un ragazzo e una ragazza, entrambi appartenenti alla community LGBTQ, e la difficoltà nell’accettare la propria sessualità a causa della loro fede religiosa: “I’m in love with a boy I know/ But that’s a feeling I can never show”.

“Roadkill” precede “Me & You Together Song”, estratta come quarto singolo dal disco. Quest’ultima è una canzone che parla di un amore adolescenziale dove lui vorrebbe una vita insieme con lei, che però ha qualche riserva dato la loro amicizia: “Can I take you for a drink?/She said, Oh God I’ll Have to think/Because we’re mates it doesn’t feel right [..] I've been in love with her for ages/And I can't seem to get it right”.

Arrivati così alla seconda parte del disco, troviamo 4 canzoni: “I Think There’s Something You Should Know”, “Nothing Revealed / Everything Denied”,“Tonight (I Wish I Was Your Boy)” e “Shiny Collarbone”, che spaziano tra i generi più disparati, dall’elettronica ad una piano ballad, dal synth al rap.

La traccia numero 16 è “If You’re Too Shy (Let Me Know)”, che potremmo definire la canzone più 1975 del disco (insieme a “Me & You Together Song”), dove ritroviamo anche dei cori incisi dalla rinomata cantante FKA Twigs (che compare nuovamente anche in “What Should I Say”) e un bell’assolo di sax finale.

L’acustica “Playing On My Mind”, la strumentale “Having No Head”, l’autotune protagonista in “What Should I Say” e l’intermezzo “Bagsy Not In Net” precedono una canzone molto vicina a Matty, dato che è stata scritta dal padre Tim Healy. “Don’t Worry” si basa infatti su una melodia scritta da Tim quando Matty era bambino.

La traccia finale di “NOACF” è “Guys” ed è una dichiarazione d’amore di Matty ai suoi compagni di viaggio: “The moment that we started a band/Was the best thing that ever happened […] You guys are the best thing that ever happened to me”. Insomma, quale modo migliore per concludere l’album?

“Notes On A Conditional Form” è un disco di rottura, un ascolto non sempre semplice nella sua interezza (dovuto soprattutto alla lunghezza, ben 80 minuti), ma che dimostra l’ecletticità di uno dei compositori più innovativi della scena internazionale: Matty Healy. Un lavoro che però può essere celebrato solo grazie alla dinamica di squadra e sintonia che il gruppo ha consolidato durante la loro carriera, perché d’altronde, come hanno più volte affermato, i 1975 non sono solo una band, ma una famiglia.

TRACKLIST:

1. The 1975

2. People

3. The End (Music For Cars)

4. Frail State Of Mind

5. Streaming

6. The Birthday Party

7. Yeah I Know

8. Then Because She Goes

9. Jesus Christ 2005 God Bless America

10. Roadkill

11. Me & You Together Song

12. I Think There’s Something You Should Know

13. Nothing Revealed / Everything Denied

14. Tonight (I Wish I Was Your Boy)

15. Shiny Collarbone

16. If You’re Too Shy (Let Me Know)

17. Playing On My Mind

18. Having No Head

19. What Should I Say

20. Bagsy Not In Net

21. Don’t Worry

22. Guys

Noi non vediamo l'ora di scoprire quali canzoni di quest'ultimo album porteranno sul palco del Fabrique, a Milano il prossimo ottobre!

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