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La festa dei Lukas Graham e la gioia di suonare insieme

Scritto da Lucia Addona / April 15, 2019

I Lukas Graham sono una di quelle band che vanno viste in concerto. Ieri sera al Fabrique sono stati capaci di intrattenere uno spettacolo di un’ora e mezza senza far abbassare mai la soglia dell’attenzione.

La band Danese capitanata da Lukas "Graham" Forchhammer aveva scalato le classifiche nel 2015 grazie al brano “7 Years”, che gli era valso 3 candidature ai Grammys, estratto dall’eponimo album d’esordio “Lukas Graham”. Oggi, un album e due singoli in cima alle classifiche dopo, accompagnati dai The Rusty Trombones, stanno portando in giro il loro “The Purple Tour” riscuotendo grande successo in tutta Europa. E la tappa Milanese non fa eccezione.

Sin dalle prime note il pubblico si rende partecipe nella catartica “Not A Damn Thing Changed” dove Lukas mette in mostra un’estensione vocale notevole, nonostante la voce si stia solo scaldando. È la prima volta che mi capita di vedere il frontman non in posizione centrale sul palco ma con l’asta a sinistra, ulteriore riprova del senso di comunità che traspare nelle loro canzoni grazie all’infanzia passata nel quartiere di Christiania, a Copenaghen. Ma già dalla seconda canzone in scaletta, “Take the World by Storm”, Lukas inizia a scatenarsi giocando con il microfono e correndo per tutto il palco, coprendone ogni centimetro, come poi farà per il resto della serata.

“In Scandinavia the crowd can be quite quiet, so we came to Italy to experience the contrary”, dice Graham e con “Strip No More” il pubblico Italiano risponde. Con questa canzone infatti si aprono definitivamente le danze: un’energia trascinante coinvolge il pubblico che diventa il nono musicista, battendo le mani a tempo e cantando la parte dei coristi. A questa segue il successo “Mama Said” anticipata da un boato dei fan sull’intro della canzone. Questo è un brano a cui Lukas è particolarmente affezionato perché parla del suo rapporto con la madre e degli insegnamenti e valori che gli ha trasmesso. E da un brano dedicato alla madre passa a “You’re Not There”, una canzone invece dedicata al padre. Durante questi brani si alternano sugli schermi immagini nostalgiche di un Lukas bambino con la sua famiglia e i suoi amici. 

Lukas coinvolge molto il pubblico, parla del suo amore per l’Italia e di come non avrebbe mai pensato di scrivere così tante “love songs”, anche se dopo la nascita della figlia è tutto ciò che fa, dice ridendo. Ed è proprio alla figlia Viola, a cui è dedicato tutto “3 (The Purple Album)”, che canta i successivi brani “Stick Around”, “Lullaby” e “Love Someone” che scatena un sing along assordante, amplificato dal primo verso fatto solo in acustico. Questa canzone è stato il primo singolo estratto dal nuovo album, che ha portato nuovamente la band a scalare le classifiche.

Dopo “Promise” inizia la vera e propria festa con “Drunk in the Morning”, una canzone dal titolo esplicativo che esprime l’amore per il buon vino Italiano e a questo proposito, parlando scherzosamente della figlia di appena due anni dice: “I have to start her young, I can’t have a daughter who doesn’t like wine”. A questa seguono “Don't You Worry 'Bout Me” e “Off to See the World”, intramezzate da assoli di sax e batteria che mandano il pubblico in visibilio. I toni si fanno in seguito nuovamente intimi con le romantic ballads “You're Not the Only One (Redemption Song)”, “Say Yes (Church Ballad)”, dedicata alla moglie e “Happy Home”, scritta con il dj Hedegaard.

I Lukas Graham lasciano quindi il palco prima di essere richiamati a squarciagola dalle prime file. Tornando sullo stage Lukas si mette a chiacchierare proprio con delle ragazze vicine alle transenne e dopo aver scoperto che due di loro festeggiavano il compleanno, richiama tutta la band sul palco per cantare una versione folkloristica Danese di Birthday Song che diverte il pubblico e i musicisti stessi, che se la ridono sul palco mentre saltano a tempo.

Finita questa allegra improvvisata si abbassano le luci e cominciano a suonare “7 Years”: il pubblico canta così forte che a tratti è quasi difficile sentire un Lukas emozionato che non riesce a smettere di sorridere. Il concerto si chiude con “Funeral” e con la promessa di tornare presto in Italia, perché “You’re the best crowd I’ve ever seen” e giura di non averlo detto durante nessun altro concerto, a patto però che non lo diciamo agli Spagnoli…

SETLIST:

Not a Damn Thing Changed
Take the World by Storm
Strip No More
Mama Said
You're Not There
Stick Around
Lullaby
Love Someone
Promise
Drunk in the Morning
Don't You Worry 'Bout Me
Off to See the World
You're Not the Only One (Redemption Song)
Say Yes (Church Ballad)
Happy Home (Hedegaard cover)

Encore:

7 Years
Funeral

 

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