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Il rock fantascientifico dei Muse

Scritto da Lucia Addona / Foto di Elena Di Vincenzo / December 12, 2020

Il 2019 è stato un anno importante per i Muse: grazie al loro “Simulation Theory Tour”, che ha toccato più di 28 nazioni, la rock band inglese ha suonato davanti a più di 1 milione di fan adoranti. Per festeggiare questo anno straordinario, i Muse hanno ben pensato di regalarci il “Simulation Theory Film”. Registrato in occasione del loro concerto alla O2 Arena di Londra, il film intreccia scene di live ad una trama fantascientifica che segue un team di scienziati investigare una fonte misteriosa che produce un’attività paranormale, la quale si sta diffondendo in tutto il mondo. A questo proposito, il regista Lance Drake ha affermato: «l’obiettivo di Simulation Theory era quello di catturare la potenza degli elettrizzanti show dei Muse ed espandere la loro connessione al DNA del mondo che abbiamo costruito nell’arco dei tre anni in cui abbiamo collaborato. In un modo strano ed inaspettato, la realtà alternativa del film rispecchia perfettamente quella reale».

E mentre ci godiamo il film direttamente dal divano di casa nostra, con la mente torniamo a quelle notti di Luglio 2019, quando dei Muse più in forma che mai, conquistarono il pubblico italiano.

Milano, 13 Luglio 2019

Che i Muse facessero alcuni dei concerti migliori al mondo non c’erano dubbi, ma lo spettacolo del Simulation Theory Tour ha riscritto le regole dei live. Ben due ore e mezza di puro rock hanno stregato i fan presenti a San Siro che non hanno potuto far altro che lasciarsi trasportare da Bellamy & Co. Con una scaletta che ha esaltato sia i fan più hardcore, sia i fan più recenti, i Muse hanno dimostrato ancora una volta il perché da più di 25 anni fanno parte dell’Olimpo del rock.

We are caged in Simulation”: è così che comincia lo show, una scritta fluo compare sul maxischermo ad illuminare le decine di migliaia dei presenti, mentre uno alla volta i Muse prendono possesso del mastodontico palco. Matt Bellamy compare insieme alla sua chitarra dalla botola in fondo alla passerella circondato dai Muse Dancers, ballerini illuminati con i led che coreografano gli assoli del trio britannico. Ad aprire lo show ci pensa uno degli ultimi successi “Pressure”, estratto dal loro ottavo album “Simulation Theory”. Un’atmosfera futuristica sci-fi avvolge il pubblico in delirio ad ogni riff di chitarra grazie a canzoni come “Psycho”, mentre “Break It to Me”, “Uprising” e “Propaganda” scaldano il pubblico per una delle canzoni più attese: “Plug In Baby” dove la voce di Matt viene completamente sovrastata dai fan che cantano a voce spiegata.

 

È poi la volta di “Pray (High Valyrian)” tratta dalla colonna sonora di Game Of Thrones, “The Dark Side” e “Supermassive Black Hole” con un distorsore ai massimi livelli. I pezzi più nuovi come “Thought Contagion” si legano bene a pezzi da manuale come “Hysteria”, accompagnata dal suo classico riff di basso. Segue il mix di elettronica e chitarra di “The 2nd Law: Unsustainable” che contrasta una “Dig Down” in versione acustica eseguita sul palchetto alla fine della passerella. A questo punto San Siro è completamente illuminato da migliaia di luci dei telefonini dei fan, ringraziati da un Bellamy decisamente emozionato. Prossimo pezzo in scaletta è Undisclosed Desires”, ma subito dopo quando Matt prende e indossa gli occhiali fluo con schermo annesso vuol dire una sola cosa: “Madness”. In un’atmosfera già decisamente esaltante ci pensa “Mercy” a portare lo show ad un livello ancora superiore, grazie all’esplosione di coriandoli e al bagno di folla di Matt che scende a cantare tra le prime file. E quando si parla di livello superiore non c’è canzone che possa compararsi a “Time Is Running Out” suonata live.

“Houston Jam”, “Take a Bow” e “Prelude” precedono l’altro attesissimo successo da repertorio dei Muse: “Starlight” e il pubblico, che non ha mai smesso di saltare, inizia a battere le mani a tempo con la batteria di Dom. Ma proprio quando pensavamo fosse finita i Muse salgono nuovamente sul palco per l’encore che si apre con “Algorithm” per poi continuare con il devastante medley “Stockholm Syndrome” / “Assassin” / “Reapers” / “The Handler” / “New Born” che non lascia spazio a discussioni: Matt Bellamy è un chitarrista incredibile. Il tutto viene accompagnato da effetti scenici senza pari: Murph The Robot, un robot-scheletro gonfiabile, invade il palco dei Muse che prende vita sulle jam del trio. Ci pensa poi “Knights of Cydonia” a chiudere sulla nota più alta uno degli show più incredibili e surreali mai visti.

SETLIST:

(Algorithm)
Pressure 
Psycho 
Break It to Me 
Uprising 
Propaganda 
Plug In Baby 
Pray (High Valyrian) 

The Dark Side
Supermassive Black Hole 
Thought Contagion 
Interlude 
Hysteria 
The 2nd Law: Unsustainable 
Dig Down 
Undisclosed Desires 
Madness 
Mercy 
Time Is Running Out 
Houston Jam 
Take a Bow 
Prelude 
Starlight  

Encore:
Algorithm
Stockholm Syndrome / Assassin / Reapers / The Handler / New Born 
Knights of Cydonia

 

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