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Staying at George Ezra's

Scritto da Lucia Addona / May 18, 2019

George Ezra ha una di quelle voci che non passano inosservate, il tono profondo e la musicalità prettamente folk lo rendono uno degli artisti più apprezzati nel suo genere anche dalle generazioni più giovani. Classe 1993, nato e cresciuto in Inghilterra, ha mosso i primi passi nelle classifiche di tutto il mondo nel 2013 grazie al singolo “Budapest”, contenuto nel suo album d’esordio “Wanted On Voyage”. Come da lui spesso raccontato, per scrivere nuove canzoni la formula vincente è sempre la stessa: zaino e chitarra in spalla, notebook a portata di mano e un viaggio alla scoperta di nuovi posti. Il mix di culture diverse, nuove conoscenze in tutto il mondo e il senso dell’avventura sono ciò che rendono le canzoni di George Ezra quelle che sono, uniche.  E il suo secondo album non ha fatto eccezione.

Poco prima dell’inizio del concerto viene svelato il palco tra lo stupore dei presenti. Ci ritroviamo davanti un elegante salotto un po’ retrò, con piante, paralumi e un grammofono che si farà poi protagonista durante lo show. Alle 21 si spengono le luci e compaiono sugli schermi due timer che segnano le 6:59, e che alle 7:00 in punto “sveglieranno” i fan e George Ezra stesso che correrà sul palco saltando ed incitando la folla. Le prime canzoni che ci accolgono in casa di George sono: “Don’t Matter Now” e “Get Away” entrambe tratte dal suo nuovo album “Staying At Tamara’s”. E proprio su queste note George ne approfitta per salutare i fan e raccontarci di come sono nate le nuove canzoni. Il tema del viaggio è sempre centrale, stavolta però, a differenza del suo primo album scritto dopo un interrail, George ha preferito rifugiarsi in uno dei posti che gli era già stato fonte d’ispirazione: “Barcelona” (che è anche la terza canzone in scaletta). Il cantante ha deciso infatti di passare un mese immerso tra l’arte e la cultura della città spagnola, girovagando senza meta con la sua chitarra e il suo notebook. Al posto di passare le sue giornate in un hotel, George ha deciso di affittare una stanza in un appartamento trovato online e passare lì il suo tempo, in compagnia della signora Tamara e dei suoi amici artisti. Ed è proprio grazie a questa esperienza che nasce e prende il titolo il suo secondo album.

Lo show riprende con “Pretty Shining People” e “Listen To The Man” che fa ballare tutto il pubblico, per poi proseguire con “Saviour” e la più cupa “Did You Hear The Rain?” che, accompagnata dalla scenografia e i giochi di luce, lasciano i fan a bocca aperta. Ma i toni più solenni lasciano subito spazio al sole di “Paradise” registrata sul suo cellulare quando in tour stava viaggiando per la West Coast americana. E riparte immediatamente la festa tra sing along e un George Ezra che non riesce a smettere di sorridere. La scaletta è un alternarsi tra i due album che si incastrano perfettamente tra i racconti e gli aneddoti di George. Ci pensano poi “Song 6”, “Hold My Girl” e “Leaving It Up To You” ad illuminare il Forum: dall’alto infatti scendono delle lanterne che creano un’atmosfera intima e valorizzano ancora di più le canzoni. Il pubblico emozionato si guarda intorno e stupito sorride e partecipa alla coreografia con le luci dei cellulari.

I festeggiamenti riprendono con “Sugarcoat”, scritta dopo un viaggio in Africa, durante la quale George Ezra divertito si lascia andare a vari balletti, superando la sua apparente timidezza grazie al calore del pubblico. Accompagnato dai suoi musicisti che si muovono sul palco e dalla sezione di trombe che si cimenta in vari assoli, la canzone viene riarrangiata in una delle versioni migliori che abbia sentito. “All My Love” precede un finale di scaletta non indifferente: un susseguirsi di hit che mandano in delirio i fan che cantano a squarciagola. “Blame It On Me” e “Budapest” fanno scatenare il cantante e il pubblico che non aspettava altro che poter cantare con George le proprie canzoni preferite. Prima di lasciare il palco, un George euforico ci saluta e tra gli applausi scende nel backstage per poi essere richiamato poco dopo al suon di “Giorgio! Giorgio! Giorgio!”. Il concerto si chiude sulle note alte di “Cassy O’” e “Shotgun”, accompagnato dalla Hot 8 Brass Band che grazie alla sua energia rende il tutto ancora più coinvolgente.

 

La standing ovation generale a fine concerto è la giusta conclusione ad uno show come quello che George Ezra ci ha presentato. Lui, perfetto padrone di casa, con la sua simpatia e i suoi modi da gentleman ci ha saputo guidare tra le sue avventure. Grazie alla chitarra blues e i ritmi orecchiabili, le sue canzoni ci hanno portato in posti lontani ma ci hanno comunque fatto sentire a casa.

 

SETLIST:

Don’t Matter Now

Get Away

Barcelona

Pretty Shining People

Listen To The Man

Saviour

Did You Hear The Rain?

Paradise

Song 6

Hold My Girl

Leaving It Up To You

Sugarcoat

All My Love

Blame It On Me

Budapest

Cassy O’

Shotgun

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