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"Father of All..." il ritorno dei Green Day

Scritto da Lucia Addona / Photography by Warner Music / February 07, 2020

Con appena 26 minuti di durata, il tredicesimo lavoro in studio dei Green Day si aggiudica il titolo di album più corto della loro discografia, ma non per questo meno degno di nota. Descritto da Billie Joe Armstrong come il “lifestyle of not giving a fuck”, “Father Of All Motherfuckers” (questo il titolo per esteso) è un’esplosione di energia e distorsori di chitarra. Un album diverso dai precedenti, almeno per quanto riguarda le tematiche trattate, perché proprio quando credi di sapere cosa aspettarti da loro, i Green Day fanno l’opposto di quello che pensavi. Niente a che vedere con le prese politiche di “American Idiot”, l’ultimo disco parte infatti da una posizione più autobiografica con testi che rimandano un po’ a “Dookie”, senza dubbio uno dei lavori più amati dai fan. 10 nuove canzoni che non falliranno a far scatenare i milioni di fan durante i loro concerti live e che, già dal primo ascolto, non vediamo l’ora di imparare a memoria per cantarle con loro.

Ad aprire il disco ci pensa la title track “Father Of All…” uscita come singolo di lancio lo scorso settembre. Il falsetto di Billie Joe apre le danze a una delle canzoni più coinvolgenti del disco, un brano garage rock revival che si impone come promemoria del fatto che il rock dovrebbe far rumore e non “diventare così docile”, come ha dichiarato Billie Joe. Nel video musicale possiamo ritrovare un omaggio all’intro di “Guitar Man” di Elvis Presley.

 

 

Il disco prosegue con “Fire, Ready, Aim”, che avevamo già ritrovato in alcuni spot della NHL (National Hockey League) dato loro previo accordo. Per quanto riguarda il testo, la canzone prende posizione contro coloro che fanno cose stupide senza pensare, a cui i Green Day rispondono con un “attack without thought”.


Nella terza canzone troviamo una sorpresa, una cosa che i Green Day non avevano mai fatto prima: nel ritornello di “Oh Yeah!” scoviamo infatti il sample di “Do You Wanna Touch Me (Oh Yeah)” di Joan Jett, una sorta di regalo da parte della band californiana all’icona del punk e glam rock. Nel video che ha accompagnato il singolo ritroviamo i tre membri denunciare il “celebrity status” e l’impatto che i social media hanno su di esso.

 

 

“Meet Me On The Roof” ha quel ritmo soft rock che da subito conquista e ti fa ballare. Non a caso è stato scelto proprio oggi come nuovo singolo, accompagnato da un video musicale in cui ritroviamo l’attore Gaten Matarazzo (Dustin in Stranger Things):

 

 

Se però stavate aspettando l’inno adolescenziale alla Green Day, eccovi accontentati: “I Was A Teenage Teenager” rispolvera i testi dei loro primi lavori che rispecchiavano la loro vita da outsider “I was a teenage teenager, I am an alien visitor/My life’s a mess and school is just for suckers”.
“Stab You In The Heart” grazie al sound rockabilly anni ‘50 è la tipica canzone che dopo due ascolti stai già canticchiando senza rendertene conto (anche se stai gentilmente dicendo che vorresti “kick it in the head and now I wanna see you dead”). E se il concetto che questo album fosse “the life AND death of the party” non era abbastanza chiaro, come ha detto più volte il frotman dei Green Day, ci pensa “Sugar Youth” a ribadirlo. Il disco prosegue con la traccia numero 8: “Junkies On A High” che ricorda un po’ il riff rallentato di “Trip Switch” dei Nothing But Thieves, ma con il giusto tocco firmato Green Day.


Green Day, che non le mandano a dire, e con “Take The Money and Crawl” ribadiscono nuovamente il fatto di non avere peli sulla lingua: “Oh yeah it’s just my luck but I don’t give a fuck/Take the money and crawl”. L’album si chiude con “Graffitia” con una bass line di Mike Dirnt protagonista, arricchita dalla batteria di Tré Cool e perfezionata dalla voce di Billie Joe, insomma la ricetta perfetta per ogni buona canzone dei Green Day.

Con questo album il trio si assicura un altro successo da aggiungere alla loro già incredibile carriera. Un mix del classico stile che li contraddistingue e li ha resi la band che tutti amiamo, ma con una ventata di aria fresca che caratterizza gli ultimi album della band. Un gruppo che non delude mai quando si tratta di essere all’altezza delle aspettative e che dimostra che anche dopo 30 anni a suonare insieme ci si diverte ancora.
E noi non vediamo l’ora di continuare a vedere come ci sorprenderanno nuovamente.

TRACKLIST:

1) Father Of All…

2) Fire, Ready, Aim

3) Oh Yeah!

4) Meet Me On The Roof

5) I Was A Teenage Teenager

6) Stab You In The Heart

7) Sugar Youth

8) Junkies On A High

9) Take The Money And Crawl

10) Graffitia

 

I Green Day torneranno in Italia il 10 Giugno durante il Milano Summer Festival e saranno gli headliner della giornata di giovedi 11 Giugno al Firenze Rocks insieme a Weezer, Yungblud, Amyl & The Sniffers e Saint Phnx.
E voi, avete già preso il vostro biglietto? 

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