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Chitarra e Voce: il concerto di Amy Macdonald

Scritto da Lucia Addona / April 06, 2019

Un set acustico, giochi di luce e chitarra in mano: è così che potrebbe essere riassunto il concerto di Amy Macdonald di ieri sera, al Teatro Dal Verme. Per la prima volta in Italia, la cantautrice Scozzese ha portato a Milano il suo Woman Of The World Tour 2019, una raccolta dei suoi più grandi successi. Conosciuta in tutto il mondo grazie al suo primo singolo “This Is The Life”, pubblicato nel 2007 e contenuto nel suo omonimo album d’esordio, ha deciso di ringraziare la fedeltà dei sui fan in questi 12 anni di carriera con una collezione dei brani che meglio la rappresentano. Uno show “stripped-back” come l’ha più volte definito la cantante, che grazie alla sezione di archi e altri due polistrumentisti ha dato la possibilità di far apprezzare i suoi brani più famosi con dei riarrangiamenti che hanno conferito loro ulteriore valore.

Alle 21:30 le luci si spengono e accompagnata da un caloroso applauso del pubblico, Amy Macdonald sale sul palco e comincia ad intonare la canzone che dà il nome al tour e all’ultimo disco di Greatest Hits, “Woman Of The World”, una canzone che richiama la forza e l’indipendenza della donna di oggi. Amy si avvicina poi alla sua chitarra e inizia a suonare “Spark”, e il pubblico coinvolto dal ritmo, comincia a battere le mani a tempo. La cantante comincia quindi a lasciarsi andare e intramezzato da quale timido “grazi”, inizia a raccontare aneddoti e racconti che spiegano il significato delle sue canzoni. Amy interagisce molto con il pubblico e cerca di comunicare la sua storia, quella che l’ha portata dopo tutti questi anni ancora una volta sui palchi Europei. L’orgoglio Scozzese è ricorrente durante tutto il concerto, a partire dal microfono ricoperto di brillantini che formano la bandiera Scottish, al discorso, a più riprese, contro la Brexit. Ed è proprio così, ribadendo il fatto che la Scozia abbia votato per il “Remain”, che viene introdotta la canzone “Pride”, ispirata appunto alla sua terra natia.

A questa seguono le ballate folk “The Rise And Fall” e “Never Too Late”, prima di infiammare nuovamente il teatro grazie al successo “Mr Rock And Roll” subito riconosciuto dai fan grazie al giro di accordi introduttivo. Amy prende nuovamente la parola per introdurre il brano successivo, racconta di quando a 19 anni, le è stato proposto il primo contratto discografico e la scelta difficile che si è ritrovata ad affrontare: prendere un “Leap Of Faith”, nome del brano, e iniziare la sua carriera da musicista o rinunciare e cominciare gli studi universitari. Una scelta decisamente premiata ed espressa nella canzone successiva “Dream On”. Dopo l’uscita del primo disco e il successo riscosso, una Amy 20enne si è trovata a dover affrontare la “peer pressure” delle aspettative sul secondo disco, ed è proprio di questo che parla il primo singolo del secondo album “Don’t Tell Me That It’s Over”. A questa seguono i brani “Give It All Up”, “Down By The Water” dove la voce di Amy si fa protagonista, messa in risalto dalle reinterpretazioni acustiche. “Automatic” è indubbiamente il pezzo più rock della serata e dà la possibilità ad Amy e i suoi 5 musicisti di scatenarsi prima di suonare la più melodica “Run”.

Finalmente, verso la fine della scaletta, arriva il momento più atteso della serata, la canzone che meglio rappresenta la carriera di Amy Macdonald e quella che fa alzare il coro del teatro: “This Is The Life”. Una canzone ispirata da una “crazy night out” con la sua migliore amica, quando a 16 anni, grazie alle carte d’identità prese in prestito dalle sorelle maggiori, si sono intrufolate in una discoteca. Prima di lasciare il palco, l’atmosfera si fa di nuovo intima grazie al brano “What Happiness Means To Me”, dedicata al marito Steve Lovell. Passano pochi minuti prima che Amy venga richiamata sul palco per completare il set con le encore “Left That Body Long Ago”, “Life In A Beautiful Light” e l’attesissima “Poison Prince”, che fa alzare in piedi tutto il teatro.

Un concerto che è stato più di un susseguirsi di brani, ma un dietro le quinte della sua carriera, pieno di curiosità e battute, che un po’ a causa del suo forte accento, un po’ a causa dell’ironia decisamente British, non sempre sono state colte dal pubblico, il che è stato reso ancora più divertente dai commenti di Amy.
La Amy Macdonald di oggi è molto diversa da come ce la ricordiamo agli esordi, non è più la timida ragazza di Bishopbriggs, ora è una Woman Of The World: si è tinta i capelli ed è piena di tatuaggi, ma fortunatamente una cosa non è cambiata, e quella è la sua musica.

SETLIST:

Woman Of The World
Spark
Pride
The Rise And Fall
Never Too Late
Mr Rock And roll
Leap Of Faith
Dream On
Don’t Tell Me That It’s Over
Give It All Up
Down By The Water
Automatic
Run
This Is The Life
What Happiness Means To Me

Encore:

Left That Body Long Ago
Life In A Beautiful Light
Poison Prince

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